Ernia ombelicale - Salvator Mundi International Hospital
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    Ernia ombelicale: la patologia

    L’ernia ombelicale è la fuoriuscita di alcuni visceri dalla cicatrice ombelicale.

    Ernia ombelicale: la causa

    Colpisce prevalentemente le persone obese ed i pazienti con ascite (accumulo di liquido nell’addome).
    Altri fattori predisponenti dell’ernia ombelicale sono la stitichezza e gli sforzi intensi.

    Ernia ombelicale: come si manifesta

    L’esordio è la comparsa di una piccola tumefazione nella regione ombelicale che gradualmente aumenta di dimensioni fino a raggiungere dimensioni superiori ai 4 cm. Le ernie ombelicali di piccole dimensioni in genere contengono solamente omento ma aumentando di dimensioni possono coinvolgere anche il piccolo intestino.

    Ernia ombelicale: la diagnosi

    La diagnosi di ernia ombelicale è prevalentemente clinica. Alcune volte può essere utile un’ecografia dell’addome, soprattutto nei pazienti obesi. Le complicanze sono l’incarceramento, l’intasamento e lo strozzamento.
    L’incarceramento si verifica quando i tessuti impegnati nell’ernia non possono essere ridotti spontaneamente in addome.
    L’intasamento è la condizione per cui si verifica un’occlusione intestinale causata dall’impegno dell’ansa all’interno del sacco erniario. Questa evenienza comporta sempre un intervento chirurgico d’urgenza.
    Lo strozzamento è una condizione di emergenza e rappresenta la complicanza più grave dell’ernia ombelicale. Si verifica quando l’ansa intestinale incarcerata nel sacco erniario va incontro a strangolamento delle strutture vascolari che la irrorano. In questo caso è necessario un intervento chirurgico urgente.

    Ernia ombelicale: il trattamento

    Il trattamento dell’ernia ombelicale avviene attraverso un intervento di riparazione che deve essere realizzato precocemente, poiché le complicanze sono frequenti e non esiste regressione naturale della patologia.
    L’intervento per la correzione dell’ernia ombelicale è rapido e, in molti casi, può essere realizzato anche in anestesia locale. Consiste in una incisione intorno all’ombelico e in una riduzione del sacco all’interno dell’addome. In genere viene posizionata una protesi per ridurre al minimo l’incidenza di recidiva. L’intervento può essere eseguito con un giorno di ricovero. Il paziente può riprendere l’attività lavorativa dopo 10/15 giorni dall’intervento.
    La chirurga laparoscopica ha cambiato il trattamento delle ernie ombelicali. In alcuni casi è possibile eseguire il trattamento mininvasivo, attraverso 3 piccole incisioni della parete addominale attraverso le quali viene posizionata una protesi in corrispondenza della porta erniaria. La protesi viene fissata alla parete addominale con colla di fibrina, in modo tale che non debbano essere messi nemmeno punti di sutura per ancoraggio. Il decorso post-operatorio è piuttosto veloce così come la ripresa alle attività quotidiane