Polo di proctologia - Salvator Mundi International Hospital
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    Verso la guarigione senza inutile sofferenza

    Le fistole anali e sacrococcigee sono patologie molto disabilitanti, pregiudicano la qualità di vita e il senso di autostima di chi ne è affetto. Il trattamento è quasi sempre una sfida per il chirurgo, che deve coniugare l’obiettivo di curare la fistola in maniera radicale e di preservare al massimo l’integrità dell’apparato sfinteriale (aspetto che si rende necessario solo nel trattamento della fistola anale) e della relativa funzione di continenza.
    Gli ascessi e le fistole perianali rientrano tra le più comuni patologie anorettali, si presentano in genere con una sintomatologia acuta caratterizzata prevalentemente da febbre con tumefazione dolente e sono comprensibilmente grande motivo di preoccupazione per i pazienti, spesso soggetti giovani in ottima salute.

    Il trattamento delle fistole anali e sacrococcigee è esclusivamente chirurgico

    La clinica oltre alla tradizionale chirurgia ha affiancato un servizio avanzato per il trattamento di queste patologie attraverso tecniche mininvasive. Questa innovazione ha drasticamente modificato gli esiti dell’intervento, in particolare per quanto riguarda il dolore, la necessità di medicazioni, il ritorno alle normali attività e i risultati a distanza.
    I nostri medici, attraverso un’accurata visita preliminare, potranno stabilire se, a seconda della complessità del singolo caso, sarà possibile effettuare il trattamento mininvasivo o se si dovrà procedere secondo una tecnica di tipo tradizionale.
    Le procedure chirurgiche mininvasive sono continuamente arricchite da tecnologie nuove che consentono di semplificare il percorso, riducendo al minimo il disagio per il paziente e permettendo la completa rimozione del problema in tempi ridotti.
    Le fistole sacrococcigee, indipendentemente dalla tecnica chirurgica utilizzata, sono caratterizzate da un’elevata incidenza di recidive, legate alla presenza di follicoli piliferi anche nelle zone adiacenti all’escissione. La recidiva si manifesta con la persistenza di secrezioni dalla ferita chirurgica a distanza dall’intervento o con la comparsa di nuovi tramiti fistolosi a distanza di tempo variabile da poche settimane ad alcuni mesi dalla chiusura della ferita.

    I vantaggi della chirurgia mininvasiva delle fistole sacrococcigee

    Quando lo specialista ha stabilito che il paziente potrà essere operato con tecnica mininvasiva, spiegherà con chiarezza ogni passaggio per tornare al completo benessere.
    Il paziente viene operato in regime ambulatoriale e in anestesia locale, può riprendere le normali attività già nel giorno successivo all’intervento e farsi una doccia completa già 2-3 giorni dopo l’operazione.
    Le uniche accortezze sono una depilazione frequente della regione sacrococcigea e il mantenimento dei glutei divisi con un piccolo rotolo di garze, nei due mesi successivi all’operazione.
    L’incidenza di recidive è minore rispetto alle tecniche classiche e in questi casi la procedura può essere ripetuta con la stessa tecnica. Il trattamento è indicato anche nelle recidive, evitando escissioni ampie con difficoltà alla chiusura diretta con punti.]

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