Le soluzioni - Salvator Mundi International Hospital
  • Polo di ortopedia protesica >  Le soluzioni

    Protesi dell'anca

    Quando la protesi

    La protesi è necessaria nei casi gravi di osteoartrosi che provocano dolore, impedendo il movimento e l’autosufficienza del paziente, fino ad abbassarne sensibilmente la qualità della vita.
    L’equipe di Chirurgia Protesica Ortopedica di Salvator Mundi International Hospital, utilizza tecniche e materiali di ultima generazione, che garantiscono risultati ottimali durevoli nel tempo.
    Il paziente viene assistito integralmente prima e dopo l’intervento, con un supporto fisioterapico che prosegue a domicilio, dopo il ricovero.

    Prima dell'intervento

    Il paziente che affronta la sostituzione protesica dell’anca viene sottoposto ad una serie di esami clinici di routine, e avviato ad un percorso di preparazione attraverso esercizi di ginnastica e stretching, utili a prevenire i dolori dovuti all’ospedalizzazione, all’uso delle stampelle e alla postura errata che si tende ad assumere dopo l’intervento.

    Prima dell'operazione il paziente deve fornire :

    • Esami clinici degli ultimi due anni.
    • Radiografie recenti.
    • Farmaci assunti regolarmente.

    Si raccomanda di:

    • Specificare eventuali allergie note.
    • Fare una doccia con un sapone antisettico subito prima del ricovero.
    • Curare l’igiene dei piedi.
    • Portare ciabatte larghe, preferibilmente con chiusura a strappo.
    • Avvertire il chirurgo dell’eventuale presenza di ferite, infezioni o problemi dentari (ascessi).

    Dopo l'intervento

    Salvator Mundi International Hospital assicura la massima assistenza nella degenza post operatoria. Il paziente viene istruito di tutti i comportamenti gestibili autonomamente e che occorrono ad assicurare il più rapido ritorno alla funzionalità dell’articolazione.

    Risultati possibili

    • Il primo giorno dopo l’intervento, il paziente può muovere la gamba e sedersi sul letto.
    • Il secondo giorno può iniziare a camminare con le stampelle.
    • Il terzo si reca in bagno senza aiuto.
    • Dopo 10 giorni usa la cyclette.
    • Dopo 20 giorni può rimuovere i punti dalla ferita.
    • Dopo 20/30 giorni abbandona la prima stampella.
    • Dopo 30 giorni abbandona entrambe le stampelle.
    • Dopo due mesi può guidare l’auto per brevi tragitti.
    • Entro sei mesi torna a fare le scale.

    Protesi del ginocchio

    Il dolore cronico del ginocchio può essere invalidante e compromettere azioni fondamentali e quotidiane come camminare o alzarsi da una sedia. Nelle fasi iniziali il dolore può essere alleviato con sedute di fisioterapia, principi di ergonomia, farmaci antidolorifici, infiltrazioni, o uso di ginocchiere.
    La protesi al ginocchio è necessaria quando il dolore impedisce di muoversi e le terapie alternative alla soluzione protesica non ottengono efficacia.
    La causa più frequente di dolore al ginocchio è l’osteoartrosi, patologia che provoca l’usura delle articolazioni e si manifesta – con sintomi progressivi – generalmente dopo i 60 anni.

    Altre cause

    L’artrite reumatoide provoca modifiche chimiche del liquido sinoviale di natura addensante ed infiammatoria che distrugge la cartilagine provocando dolore e rigidità. La patologia colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, in un rapporto di tre a uno.
    L’artrosi post-traumatica si manifesta spesso a seguito di una lesione dell’articolazione, nella quale l’osso e la cartilagine non guariscono correttamente.
    La necrosi avascolare si manifesta quando l’osso non è raggiunto dal giusto apporto di sangue, degradandosi fino a danneggiare la cartilagine. La patologia si osserva spesso a seguito di lunghi trattamenti a base di cortisone o dopo trapianto di organo.

    Quando la protesi

    Quando il dolore e la mobilità del ginocchio sono compromesse è consigliabile intervenire chirurgicamente per restituire benessere al paziente. A seconda della gravità dell’osteoartrosi si sceglie l’intervento più adatto.
    Negli ultimi anni, i materiali adoperati per le protesi garantiscono risultati migliori e una maggiore durata nel tempo. L’impianto di protesi totale o parziale consente all’articolazione di riprendere a funzionare correttamente e senza più dolori.

    Prima dell'intervento

    Il paziente che affronta la sostituzione protesica del ginocchio viene sottoposto ad una serie di esami clinici di routine, e avviato ad un percorso di preparazione attraverso semplici esercizi di ginnastica generale e di stretching, utili a prevenire i dolori dovuti all’ospedalizzazione, all’uso delle stampelle e alla postura errata che si tende ad assumere subito dopo l’intervento.

    Prima dell'operazione il paziente deve fornire:

    • Esami clinici degli ultimi due anni.
    • Radiografie recenti.
    • Farmaci assunti regolarmente.

    Si raccomanda di:

    • Specificare eventuali allergie note.
    • Fare una doccia con un sapone antisettico subito prima del ricovero.
    • Curare l’igiene dei piedi.
    • Portare ciabatte larghe, preferibilmente con chiusura a strappo.
    • Avvertire il chirurgo dell’eventuale presenza di ferite, infezioni o problemi dentari (ascessi).

    Dopo l'intervento

    Il paziente è ricoverato nel reparto di chirurgia per 5/8 giorni a seconda dell’età, delle malattie coesistenti e della capacità di effettuare il programma riabilitativo. Le protesi parziali hanno solitamente un decorso più rapido rispetto a quelle totali, in ragione della loro minore invasività.

    Risultati possibili

    • Il primo giorno dopo l’intervento il paziente può sedersi con le gambe fuori dal letto. Può iniziare esercizi passivi di flessoestensione del ginocchio, che consentono di ridurre il rischio di rigidità.
    • Il secondo giorno dopo l’intervento può camminare con le stampelle per ridurre il carico sull’arto operato.
    • Il terzo giorno può andare in bagno autonomamente.
    • Dopo 15 giorni il dolore è avvertito soprattutto di notte e meno quando si cammina.
    • Durante i primi tre mesi il ginocchio sarà ancora infiammato per l’operazione.
    • La sensazione di “normalità” si ottiene dopo circa sei mesi. Ma il recupero completo, a seconda delle condizioni del paziente, è generalmente riscontrabile dopo dodici mesi dall’intervento.

    Durata delle protesi

    Le protesi attualmente disponibili hanno una durata di circa 15 anni, ma il dato varia in base alla persona. Il peso corporeo e il livello di attività fisica incidono in modo determinante sull’usura dell’impianto. Un paziente anziano, magro e con basse richieste funzionali non ha bisogno di sostituire la protesi durante la vita. Un giovane attivo e sovrappeso, invece, ha probabilità maggiori di dover sostituire la protesi dopo anni.

    Percorso terapeutico

    Attività pre-operatoria

    • Visita ortopedica preliminare su appuntamento:
      Per comprendere e valutare la patologia, verificare la possibilità di terapie non chirurgiche e le indicazioni per un intervento di protesi
    • Visita e consulenza anestesiologica, nella settimana precedente l’intervento (almeno 48 ore prima); se necessario seconda visita da definire:
      Ogni operazione chirurgica può avvenire solo dopo un accurato esame da parte dell’anestesista che stabilisce la corretta procedura per la migliore sedazione durante l’intervento, in base alle caratteristiche di ogni paziente.
    • Visita cardiologica con ECG, nello stesso giorno della visita anestesiologica:
      Prima dell’intervento vanno approfondite le condizioni cardiache del paziente, attraverso esami di controllo di routine o specifici a seconda della condizione clinica individuale.
    • Approfondimenti diagnostici preliminari, nello stesso giorno della visita anestesiologica:
      Analisi di routine (vedi dettaglio) e RX torace.
    • Visita internistica, nello stesso giorno della visita anestesiologica:
      Le condizioni cliniche del paziente sono esaminate a 360 gradi prima dell’operazione.

    Attività chirurgica

    • Briefing di programmazione intervento, entro 48 ore:
      L’equipe chirurgica stabilisce ogni dettaglio dell’intervento.
    • Atto chirurgico, nel giorno programmato:
      Si effettua l’intervento secondo gli standard e i protocolli internazionali di riferimento.
    • Anestesia, nel giorno programmato:
      Decisa in fase di consulenza pre-operatoria.
    • Gestione sangue, con richiesta 36/24 ore prima.
    • Monitoraggio post operatorio, nel giorno programmato:

    Il paziente è attentamente monitorato in terapia sub intensiva.

    Attività post operatoria

    • Terapia sub intensiva, nelle 24 ore successive:
      Se necessario, scelta fatta dal team con l’anestesista e la DO (Cinzia Torchetti).
    • Degenza, nei 5 giorni successivi.
    • Fisioterapia, durante la degenza le prime 8 e poi 5 nelle due settimane successive:
      4 + 4 sedute in clinica (mattina e pomeriggio) + 3 domiciliari post dimissione. Coordinare con assistenza domiciliare. Si occupa anche della fornitura di supporti di deambulazione.
    • Counselling per sviluppo percorso riabilitativo, prima delle dimissioni:
      Per aiutare il paziente a riprendere al più presta l’attività motoria.
    • Assistenza domiciliare post operatoria e sistema telemedicina (sperimentale), nelle prime due settimane dopo l’intervento:

    Comprende una visita di un chirurgo e due visite di un infermiere, oltre al monitoraggio a distanza dei parametri fisiologici rilevanti con il sistema e clinic di SMIH.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.