Le soluzioni - Salvator Mundi International Hospital
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    Ciascuna persona è un microcosmo, un vero e proprio mondo che respira. Ciò esige una personalizzazione della cura, dove le tecniche terapeutiche e riabilitative si adattano al paziente e non viceversa. Ogni caso è preso in carico da un medico tutore che costruisce un percorso terapeutico basato sui differenti strumenti diagnostici, terapeutici e riabilitativi, di seguito brevemente rappresentati.

    Diagnostica:

    • Spirometria semplice o basale – Misurazione della capacità respiratoria, ossia la quantità di aria che il polmone utilizza nella respirazione.
    • Spirometria globale (wash-out azoto) – misura la quantità di aria che il paziente utilizza durante la respirazione, la quantità di aria totale contenuta nel polmone compresa l’aria residua dopo la completa espirazione.
    • Diffusione al CO (DLCO) – la diffusione alveolo-capillare del CO (monossido di carbonio), consiste nell’esecuzione di un’azione respiratoria atta a misurare la velocità con cui l’ossido di carbonio (che si sposta con la stessa velocità dell’ossigeno) passa dall’aria al sangue.
    • Test di bronco-reversibilità – prove spirometriche, mediante bronco dilatazione o bronco costrizione, che permettono la personalizzazione della terapia.
    •  Polisonnografia – registrazione strumentale dei segnali neurofisiologici e cardiorespiratori durante una notte di sonno. Il test richiede il ricovero di una notte in clinica ma si può effettuare anche a domicilio.
    • Broncoscopia ottica – indagine basata sull’utilizzo di una fibra ottica che viene inserita dal naso (o dalla bocca) e spinta lungo i bronchi fino al polmone, che permette all’operatore un esame autoptico di sicura efficacia.
    • Broncoscopia ad ultrasuoni – chiamata anche eco broncoscopia con ultrasuoni (EBUS) è un’indagine che si avvale di sonde miniaturizzate per lo studio in dettaglio delle lesioni sospette della parete bronchiale, come ad esempio nel caso di linfonodi di piccoli dimensioni.
    • Imaging – insieme di tecniche con cui si ottengono immagini diagnostiche relative a organi e apparati del corpo, è considerata l’evoluzione della radiologia, la disciplina che studia le applicazioni delle radiazioni in campo medico.
    • Raggi X – con la loro scoperta nel 1895 si aprì la strada alla diagnostica per immagini. La rappresentazione bidimensionale di una struttura attraversata da raggi X è la radiografia. Nella tecnica radiografica l’obiettivo dei raggi X è costituito da una pellicola fotografica in un contenitore protettivo con schermi di rinforzo.
    • Tomografia computerizzata (TC) – la prima tecnica di imaging interamente digitale è stata realizzata grazie al computer. Dall’inizio degli anni Settanta il primo apparecchio TC rivoluzionò la diagnostica medica. Essa è anche indicata come TAC (Tomografia assiale computerizzata) dato che produce immagini di strati trasversali o assiali del corpo.
    • Risonanza magnetica (RM) – scoperta nel 1944, questa tecnica diagnostica, oltre a dati strutturali, può fornire dati funzionali correlati al flusso sanguigno, alla diffusione delle molecole d’acqua e alla presenza di specifiche molecole nei tessuti.
    • Anatomopatologia – studio delle alterazioni organiche dei tessuti e delle cellule, detta anche anatomia patologica, osservabili a occhio nudo, al microscopio ottico o al microscopio elettronico.
    • Agobiopsia – laddove occorra un campione di tessuto polmonare che non può essere raggiunto con il broncoscopio, si adopera un ago lungo e sottile che si inserisce tra le costole sotto la guida radiografica o ecografica.

    Terapie:

    I percorsi curativi si servono di tecniche e di strumenti terapeutici, i quali possono essere raggruppati in tre grandi famiglie: cure mediche, chirurgia e riabilitazione.

    Cure mediche:

    • Ventilazione notturna – terapia d’urto nei casi di sindrome delle apnee notturne, che si effettua con ventilatori a titolazione CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), ossia calibrabili e “personalizzabili”.
    • Drenaggio posturale – tecnica di riferimento per la fisioterapia respiratoria, utilizza le leggi di gravità e di flusso con l’aiuto di manipolazioni vibratorie. Le posture del paziente sono scelte ed assunte in modo da avere i bronchi in posizione verticale, per facilitare lo scorrimento delle secrezioni dalla periferia ai bronchi centrali. Questa tecnica è utilizzabile nei casi in cui è necessario effettuare un drenaggio delle secrezioni bronchiali lavorando con pazienti non pienamente collaboranti.

    Chirurgia:

    • Drenaggio pleurico – procedura poco invasiva, prevede l’incisione della parete toracica e l’introduzione nello spazio pleurico di un tubicino di drenaggio. È adoperato per rimuovere l’aria e i liquidi in eccesso, per ripristinare la pressione negativa intrapleurica e permettere di nuovo l’espansione polmonare.
    • Broncoscopia operativa – lo strumento utilizzato anche per l’indagine diagnostica, a volte può essere indirizzato a rimuovere corpi estranei finiti accidentalmente nei bronchi, alla rimozione di tappi di muco o all’asportazione di lesioni benigne. Può anche essere adoperato per lavare o medicare la parete bronchiale e per prelevare del materiale a scopo di biopsia.
    • Toracentesi – incisione della parete toracica per l’estrazione di liquido pleurico, è effettuata per alleviare l’insufficienza respiratoria causata da un versamento pleurico cospicuo. A differenza del semplice drenaggio, essa può essere utilizzata anche per introdurre sostanze sclerosante o antineoplastiche nello spazio pleurico.
    • Protesi endobronchiali – strumenti per sostenere le pareti tracheobronchiali, attualmente disponibili in silicone, metalliche e metalliche rivestite. Queste ultime sono le più funzionali in quanto auto espandibili, consentendo la modellazione delle pareti tracheobronchiali.

    Riabilitazione:

    • Riabilitazione respiratoria è un metodo di prevenzione del danno funzionale; il trattamento riabilitativo prevede la rieducazione del paziente attraverso l’azione sinergica di fisiokinesiterapia, psicoterapia, esercizio fisico, compensazioni metaboliche e cure mediche.
    • Assistenza di continuità domiciliare – controllo periodico solitamente in seguito e a completamento di un percorso riabilitativo, prevede una serie di visite domiciliari atte a un pieno reinserimento del paziente nell’ambito sociale di appartenenza.
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