Le soluzioni - Salvator Mundi International Hospital
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    Trattamento dell’ernia inguinale

    Il trattamento dell’ernia inguinale è chirurgico. Esistono alcuni presidi che sono in grado di contenere l’ernia ma non di risolvere il problema. L’intervento chirurgico è un intervento ormai standardizzato, che prevede l’utilizzo di protesi per rinforzare la parete addominale riducendo così il rischio di recidive. L’intervento può essere eseguito con tecnica tradizionale, che comporta un’incisione di circa 5-8 cm a livello del canale inguinale, e può essere eseguito in regime di Day-Surgery in anestesia locale o generale.
    La ripresa dall’intervento è di alcune ore, il paziente può camminare la sera stessa e può condurre una vita normale dal giorno seguente ed il ritorno all’attività lavorativa può avvenire dopo 7/10 giorni. Si consiglia una limitazione nel sollevare i pesi per almeno 20 giorni.
    L’intervento laparoscopico è indicato nei casi si abbia un’ernia inguinale plurirecidiva o bilaterale.
    L’intervento “classico” prevede un’incisione di 5 cm a livello del canale inguinale, tale da consentire un valida accesso al canale inguinale per ottenere una completa riduzione del sacco erniario in addome ed un corretto posizionamento della protesi biocompatibile.

    L’intervento laparoscopico prevede tre incisioni di 1 cm in corrispondenza dell’ombelico, del fianco destro e del fianco sinistro e attraverso le quali si posiziona la protesi biocompatibile in corrispondenza del difetto di parete. L’intervento richiede una notte di ricovero e anche in questo caso la ripresa alla normale attività lavorativa avviene dopo circa 7/10 giorni. I materiali protesici utilizzati sono i più innovativi e vengono selezionati ad hoc per ogni paziente e per ogni tipologia di ernia. La tecnica utilizzata per il posizionamento della rete è “tension free” che permette quindi una rapida ripresa dall’intervento.

    Trattamento dell’ernia inguinale dello sportivo

    L’intervento può essere eseguito sia con tecnica laparoscopica che con tecnica tradizionale; i risultati sono gli stessi e non esistono differenze nei risultati a breve e a lungo termine. La tecnica laparoscopica prevede l’esecuzione di 3 incisioni di 1 cm sulla parete addominale attraverso le quali vengono introdotti degli strumenti che permettono l’esecuzione dell’intervento di riparazione dell’ernia. Con la tecnica tradizionale viene praticata un’incisione di circa 5 cm nella regione inguinale, attraverso la quale viene eseguita la riparazione dell’ernia e posizionata una protesi di rinforzo.
    Per entrambe le procedure è prevista l’esecuzione della tecnica “tension free” che consiste nel posizionamento di protesi di materiale bio-compatibile, parzialmente o totalmente riassorbibili. Lo scopo di tali protesi è quello di rinforzare il pavimento del canale inguinale riducendo al minimo il rischio di recidiva dell’ernia. Le protesi vengono fissate con una colla biocompatibile riducendo in tal modo il rischio di intrappolamento del nervo ileo-inguinale, causa molto spesso di dolore persistente post-operatorio.

    L’intervento viene eseguito in regime di Day-Surgery consentendo al paziente di tornare a casa il giorno stesso dell’intervento. La convalescenza è di circa 10 giorni e dopo 30 giorni può tornare a frequentare l’attività sportiva

    Trattamento dell’ernia ombelicale

    L’intervento di riparazione di un’ernia ombelicale deve essere realizzato precocemente, poiché le complicanze sono frequenti e non esiste regressione naturale della patologia.
    L’intervento per la correzione dell’ernia ombelicale è rapido e, in molti casi, può essere realizzato anche in anestesia locale. Consiste in una incisione intorno all’ombelico e in una riduzione del sacco all’interno dell’addome. In genere viene posizionata una protesi per ridurre al minimo l’incidenza di recidiva. L’intervento può essere eseguito con un giorno di ricovero. Il paziente può riprendere l’attività lavorativa dopo 10/15 giorni dall’intervento.
    La chirurga laparoscopica ha cambiato il trattamento delle ernie ombelicali. In alcuni casi è possibile eseguire il trattamento mininvasivo, attraverso 3 piccole incisioni della parete addominale attraverso le quali viene posizionata una protesi in corrispondenza della porta erniaria. La protesi viene fissata alla parete addominale con colla di fibrina, in modo tale che non debbano essere messi nemmeno punti di sutura per ancoraggio. Il decorso post-operatorio è piuttosto veloce così come la ripresa alle attività quotidiane.

    Trattamento del laparocele

    La chirurgia del laparocele può essere eseguita con tecnica tradizionale o con tecnica laparoscopica. Con entrambe le tecniche si ottiene la guarigione del paziente e ottimi risultati sia estetici che funzionali. Lo scopo dell’intervento chirurgico è quello di rinforzare la parete addominale nel punto debole e ricostruirne l’integrità.
    La tecnica tradizionale prevede l’incisione sulla vecchia cicatrice chirurgica e il posizionamento di una protesi biocompatibile posizionata sotto la fascia muscolare, ancorata con punti non riassorbili. Con questa tecnica è possibile riparare difetti di grandi e piccole dimensioni, riducendo in addome il contenuto dell’ernia. Nei casi in cui sia presente un grembiule addominale o una esuberanza di cute è possibile associare un’addominoplastica, sia superiore che inferiore con un risultato estetico notevole.
    La tecnica laparoscopica prevede invece l’introduzione – attraverso tre incisioni di 1 cm della parete addominale – di strumenti chirurgici che permettono la correzione del difetto di parete con il posizionamento di una protesi biocompatibile all’interno dell’addome in corrispondenza della porta erniaria. Si tratta di una tecnica mini invasiva associata ad una riduzione del dolore post­operatorio con una più rapida ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative.
    La scelta dell’intervento chirurgico è condizionata dalle condizioni cliniche del paziente e dalle dimensioni del laparocele.

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