Il tuo problema - Salvator Mundi International Hospital
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    La tiroide

    Il funzionamento della ghiandola tiroidea è costituito da un complesso sistema “circolare”, ma semplificando si può dire che la sua funzione principale sia quella di produrre ormoni contenenti iodio che, tramite il sangue, raggiungono tutti gli organi influenzandone l’attività: se la quantità in circolo è sufficiente la tiroide smette di produrli, per poi ricominciare quando il livello scende. Lo iodio è un componente essenziale per la produzione di questi ormoni, e una sua eventuale carenza determina un malfunzionamento della ghiandola: è perciò importante che questo oligoelemento sia presente in quantità adeguata nella nostra alimentazione.

    Riconoscere i sintomi

    Le malattie della tiroide si possono distinguere in:

    • disfunzioni (ipertiroidismo e ipotiroidismo);
    • alterazioni morfologiche (gozzi nodulari e non); molto spesso disfunzioni e alterazioni morfologiche coesistono.
    • tumori (benigni e maligni).

    Quali sono i sintomi che possono destare il dubbio di una patologia tiroidea?

    I sintomi delle malattie tiroidee sono aspecifici, ovvero comuni a molte patologie, perciò è talvolta difficile individuare e identificare un problema come dovuto a una disfunzione della tiroide.

    Nell’ipertiroidismo saranno presenti sintomi quali: tremori, palpitazioni, sudorazione, dimagrimento, agitazione.

    Più subdoli, sono invece i sintomi dell’ipotiroidismo, come: stanchezza, sonnolenza, stipsi, senso di gonfiore, stato ansioso-depressivo, insonnia, obesità, alterazione del ciclo mestruale e riduzione della libido.

    Ai casi di ipotiroidismo sono spesso associati disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione, pensiero rallentato, scarso rendimento scolastico o lavorativo.

    Nell’ipertiroidismo, invece, sono frequenti insonnia, nervosismo e sbalzi di umore.

    I soggetti colpiti da ipotiroidismo sono nel 90% dei casi intolleranti al freddo, mentre viceversa le persone con eccessiva produzione ormonale tiroidea presentano un’elevata sensibilità al caldo in percentuali variabili tra il 40 e il 90%.

    Un alterato funzionamento della ghiandola tiroidea si riflette sul peso corporeo. In particolare, in situazioni di ipotiroidismo, si verifica un aumento di peso nel 57% dei casi, dovuto ad una riduzione dell’attività metabolica e alla ritenzione di liquidi. Nell’ipertiroidismo, invece, il 52-85% dei soggetti vanno incontro ad un aumento del metabolismo e ad un sensibile dimagrimento.

    Disturbi della fertilità possono essere presenti sia in corso di ipotiroidismo che di ipertiroidismo.

    La tiroidite si presenta con dolore alla base del collo, febbricola, modesti segni e sintomi di ipertiroidismo.

    Patologia tiroidea

    In Italia, 6 milioni di persone sono affette da una patologia tiroidea. Un dato che è in crescita costante negli ultimi decenni: da vent’anni a questa parte i casi di tumore sono praticamente raddoppiati, mentre le malattie autoimmuni della tiroide sono addirittura triplicate. Al contrario, sono diminuiti i disturbi legati alla carenza di iodio, come il gozzo.

    Le donne sono colpite da malattie della tiroide, da 5 a 8 volte più degli uomini: una su otto ne sviluppa uno nel corso della vita, a volte dopo una gravidanza (5-8% dei casi).

    Anche se la prevalenza della patologia tiroidea è femminile, essa non va sottovalutata nel sesso maschile, perché, problemi quali: caduta di capelli, impotenza, calo del desiderio, sovrappeso, possono essere sintomi di una sottostante patologia tiroidea misconosciuta.

    Se non riconosciute e adeguatamente trattate, le patologie tiroidee benigne, possono portare a quadri clinici acuti o cronici che possono rivelarsi di notevole importanza, mentre le neoplasie maligne, molto spesso asintomatiche, sono spesso trascurate dal paziente stesso.

    Pertanto un iter diagnostico-terapeutico corretto garantisce un’immediata diagnosi con la possibilità di guarigione totale.

    Le patologie

    • Ipotiroidismo: è una delle malattie endocrine più diffuse, troppo spesso non diagnosticate, che determina un gran numero di disturbi. Colpisce prevalentemente il sesso femminile con una più alta frequenza nella menopausa e in post menopausa ma si può manifestare fin dall’età pediatrica, nell’adolescenza e nell’età adulta. È stata chiamata “la malattia insospettabile”: questo appellativo dipende dall’aspecificità dei sintomi riconducibili anche a tante altre patologie. La causa dell’ipotiroidismo è una ridotta produzione di ormoni tiroidei oppure la loro mancata utilizzazione.
    • Ipertiroidismo: Causato da un eccesso di ormoni tiroidei, provoca perdita di massa muscolare e dimagrimento, stanchezza, intolleranza al caldo, insonnia, nervosismo, ansia e agitazione, sudorazione eccessiva, tachicardia, tremore alle dita e diarrea. Può essere accompagnato da un aumento di volume della tiroide (gozzo) e da una protrusione caratteristica dei globi oculari. Nell’area dell’ipertiroidismo, con cause autoimmuni (ovvero anticorpi che vengono rivolti contro normali costituenti dell’organismo) esiste il morbo di Basedow, che presenta sintomi simili.
    • Le tiroiditi si hanno in forma acuta (suppurative), subacuta (tiroidite di De Quervain), cronica (tiroidite di Riedel) e autoimmune (Tiroidite di Hashimoto). Le tiroiditi suppurative sono rare, dovute ad infezioni della tiroide da parte di germi piogeni (produttori di pus) provenienti da focolai settici vicini o lontani alla ghiandola. La tiroidite subacuta di De Quervain è una forma di probabile origine virale, spesso susseguente ad infezioni delle prime vie aeree. Colpisce di preferenza il sesso femminile dai 30 ai 50 anni. Anche qui il dolore è il sintomo più frequente, irradiato verso l’alto all’orecchio, alla mandibola ed alla nuca ed esacerbato dalla deglutizione. La tiroidite di Riedel è estremamente rara e colpisce prevalentemente donne dai 40 ai 60 anni. La causa è sconosciuta. La tiroidite di Hashimoto è la forma più frequente di tiroidite, colpisce di preferenza il sesso femminile con un rapporto di 5 a 1 rispetto a quello maschile, in genere tra i 30 ed i 60 anni e ha una patogenesi autoimmune.
    • Il carcinoma papillifero è il più frequente dei tumori della tiroide, costituendo circa il 90% dei tumori primitivi della tiroide e circa l’1% di tutte le neoplasie. La presenza di un carcinoma papillifero spesso non influenza l’aspettativa di vita, legata a diversi altri fattori.
    • Il carcinoma follicolare, ha un’incidenza che varia dal 5% al 15% dei tumori tiroidei ed è più frequente dopo i 50 anni di età. Predilige il sesso femminile con rapporto che varia tra 2 e 5 ad 1 a seconda delle casistiche e metastatizza prevalentemente per via ematica ai polmoni ed alle ossa (prevalentemente quelle del cingolo scapolare, dello sterno, delle coste, delle vertebre, della teca cranica). Un fattore di rischio importante sembra essere la carenza di iodio nella dieta, essendo più frequente nelle area di endemia gozzigena (dove cioè è più frequente la patologia benigna della tiroide).
    • Il carcinoma indifferenziato è il tumore più aggressivo della tiroide ed è a prognosi infausta. Predilige il sesso femminile con un rapporto di 3 a 1 e l’età avanzata (oltre i 60 anni). La preesistenza di una patologia tiroidea benigna o maligna è considerato un fattore di rischio.
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