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    EsofagoGastroDuodenoscopia (EGDS) per la diagnosi del reflusso gastroesofageo nell’adulto

    Comunemente definita Gastroscopia, è una procedura che consente di guardare direttamente all’interno di esofago, stomaco e duodeno, rilevando eventuali patologie.
    Consente di individuare le cause di sintomi generalmente legati a patologie dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. Viene dunque consigliata dal medico in presenza di sintomi persistenti come dolore, nausea, vomito, difficoltà digestive.
    Permette di accertare la causa di sanguinamenti del tratto digestivo alto o di alcune anemie (carenza di globuli rossi).
    Fornisce informazioni più precise di quelle che si possono ottenere con le radiografie dell’apparato digerente.
    Consente di effettuare anche biopsie, ovvero il prelievo di piccoli frammenti di mucosa.
    Le biopsie, indolori, si effettuano per diversi motivi (ad esempio per la ricerca di un germe che spesso si associa all’ulcera e alla gastrite), non necessariamente quando si sospetta la presenza di un tumore.

    EsofagoGastroDuodenoscopia (EGDS) per la diagnosi del reflusso gastroesofageo nel bambino

    Viene eseguito sempre in anestesia ed è quindi indolore e non traumatico per il bambino, che viene accompagnato in sala endoscopica dai genitori finché è vigile e si risveglia con loro al suo fianco.

    Tale esame è fondamentale nel bambino:

    • con una malattia da reflusso gastroesofageo non responsiva o dipendente dai farmaci;
    • con sintomi come la disfagia (difficoltà ad ingoiare, spesso espressa dal bambino con la richiesta di molta acqua durante i pasti per facilitare il passaggio del cibo);
    • con ematemesi (vomito con presenza di sangue).

    Radiografia Esofago-Stomaco-Duodeno nella diagnosi del reflusso gastroesofageo, per adulto e bambino, e dell’ernia iatale

    La radiografia dell’apparato digerente superiore (esofago-stomaco-duodeno) è un’indagine che studia in tempo reale la progressione di un particolare mezzo di contrasto, innocuo ed ingeribile attraverso il canale alimentare, permettendo di ottenere informazioni di tipo morfologico e funzionale.
    Si tratta pertanto di un esame che deve essere personalizzato in base al quesito diagnostico ed alle caratteristiche del paziente.
    L’uso di alcuni mezzi di contrasto dal sapore gradevole permette di utilizzare questa metodica senza rischi o particolari fastidi anche in età pediatrica.
    Tale esame non ha lo scopo di mostrare o valutare il reflusso, ma è fondamentale per escludere o confermare la presenza di alterazioni della forma e la struttura degli organi digestivi (malformazioni congenite).

    L’esame radiografico dell’apparato digerente consente di evidenziare le principali alterazioni morfologiche e funzionali delle prime vie digestive (esofago, stomaco e duodeno) quali:

    • ernia iatale
    • infiammazioni
    • formazioni diverticolari
    • stenosi
    • eventuali dislocazioni o compressioni da parte di strutture esterne all’organo
    • lesioni organiche di tipo ulcerativo o tumorale

    Questo esame risulta inoltre utile per stabilire la causa di:

    • dolore toracico e addominale
    • bruciori (pirosi)
    • vomito
    • difficoltà nella deglutizione (disfagia)
    • anemia

    La radiografia non può essere eseguita quando la paziente è in uno stato reale o presunto di gravidanza.

    PH-Impedenzometria (pH-IM) esofagea delle 24 ore per la diagnosi del reflusso gastroesofageo nell’adulto e nel bambino e per la diagnosi dell’ernia iatale:

    La pH-Impedenzometria (pH-IM) esofagea delle 24 ore è l’esame diagnostico più affidabile (“gold standard”), di recente sviluppo, nella diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo in quanto consente di misurare l’entità del reflusso, se tale reflusso è acido o non acido e soprattutto consente di capire se i sintomi riferiti dal paziente sono correlati alla presenza del refluito in esofago.
    L’esame si svolge introducendo attraverso una narice (il fastidio viene minimizzato grazie all’utilizzo di una crema di anestetico locale) un piccolo sondino sterile e morbido che viene posizionato nell’esofago. La parte esterna del sondino, che fuoriesce dalla narice, viene collegata ad un piccolo apparecchio che il paziente porta con sé a tracolla.
    La registrazione dura 24 ore durante le quali il paziente deve svolgere tutte le sue normali attività senza modificare lo stile di vita (alimentazione, attività fisica…), per poi tornare la mattina successiva per la rimozione del sondino.
    Durante la refertazione, il medico valuta se al sintomo segnalato in un determinato momento della giornata (riportato su un apposito calendario che il paziente deve compilare durante le 24 ore dell’esame) corrisponde un episodio di RGE (reflusso gastroesofageo). L’importanza di poter rilevare questi dati aggiuntivi è legata a recenti conoscenze secondo le quali una parte dei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) percepisce sintomi durante episodi di reflusso indipendentemente dall’acidità del liquido che refluisce.

    La pH-IM esofagea è particolarmente indicata:

    • in tutti i casi in cui non è possibile fare una diagnosi di MRGE solo sulla base dei sintomi;
    • nei pazienti che non hanno sintomi tipici della MRGE (bruciore e rigurgito) ma che hanno come unica manifestazione sintomi respiratori recidivanti, persistenti e/o non responsivi alle comuni terapie, come tosse cronica, asma farmaco resistente, laringiti/laringospasmo;
    • nei pazienti apparentemente non responsivi alla terapia antisecretiva;
    • nella valutazione pre-operatoria del paziente con MRGE refrattaria.

    Manometria esofagea per la diagnosi del reflusso gastroesofageo nell’adulto e nel bambino

    Consente di studiare e misurare con precisione la pressione e i movimenti dell’esofago e del cardias (cioè la “valvola” che divide lo stomaco dall’esofago).

    Ecografia gastrointestinale per la diagnosi del reflusso gastroesofageo nel bambino

    Non ha alcun ruolo nella diagnosi della malattia da reflusso gastroesofageo ma è molto utile nel neonato e nel lattante con vomito a getto per escludere patologie importanti come la stenosi ipertrofica del piloro e la malrotazione intestinale. In ogni caso è un esame che va richiesto quando si ha un sospetto specifico e deve essere fatta in mani esperte.

    Diagnosi dell’acalasia nell’adulto

    La diagnosi è estremamente facile, in quanto anche solo la semplice radiografia del tubo digerente è in grado di dimostrare la malattia. Ad essa andranno associati lo studio endoscopico dell’esofago e la manometria esofagea.
    Il trattamento medico è inefficace. Poco efficaci, anche le dilatazioni endoscopiche o il trattamento con tossina botulinica, in quanto seguite frequentemente da ricadute.

    Diagnosi dell’acalasia nel bambino

    • L’Rx (radiografia) dell’esofago può mostrare diversi gradi di dilatazione esofagea con assottigliamento alla giunzione esofagea, la cosiddetta anomalia a “becco d’uccello”.
    • La manometria rappresenta la metodica preferita per la diagnosi. L’assenza della peristalsi rappresenta il segno distintivo della malattia. Questo esame fornisce informazioni sulla gravità della malattia e sulla risposta al trattamento.
    • L’endoscopia è usata principalmente per verificare la presenza di infiammazione, infezione e per dilatare lo sfintere esofageo inferiore con appositi palloni.

    Endoscopia Digestiva

    Tutte le procedure diagnostiche (gastroscopie, colonscopie, rettosigmoidoscopie e l’ecoendoscopia) e operative (polipectomie, controllo sanguinamenti) sono disponibili presso il nostro centro di Endoscopia Digestiva.

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