Il tuo problema - Salvator Mundi International Hospital
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    Reflusso gastroesofageo nell'adulto

    La patologia:

    Il reflusso gastroesofageo si verifica quando la valvola, tra esofago e stomaco, non riesce a impedire la risalita del succo gastrico verso la bocca. Il cibo dalla bocca transita attraverso l’esofago (lungo tubo posto nel torace) e raggiunge lo stomaco. Nel punto di passaggio tra esofago e stomaco si trova la valvola, costituita da un muscolo, chiamato LES (sfintere esofageo inferiore). Questa valvola impedisce al succo gastrico, che è acido, di tornare verso la bocca (in altri casi può essere la bile a refluire). Quando, dunque, la valvola non è più “a tenuta”, il succo gastrico può risalire lungo l’esofago, che possiede un rivestimento interno inadatto a sopportare l’azione corrosiva dell’acido. Si formano così delle piccole ustioni del rivestimento stesso che sono la causa del dolore.
    E’ anche possibile che la parte superiore dello stomaco “scivoli” in alto verso il torace, provocando un’ernia iatale, che talvolta si associa al reflusso. L’irritazione continua, prodotta dal succo gastrico a contatto con il rivestimento dell’esofago, provoca uno stato infiammatorio cronico definito esofagite. Quando questa condizione persiste per molto tempo, le cellule del normale rivestimento vengono sostituite da altre, simili a quelle dello stomaco. Questa patologia, chiamata esofago di Barret, nella sua forma più severa, costituisce una precancerosi, che nel 5% circa dei casi può dare origine ad un carcinoma dell’esofago.

    I sintomi:

    Numerosi pazienti lamentano dolore dietro allo sterno accompagnato da difficoltà a digerire e bruciore. I loro sintomi si accentuano dopo aver consumato pasti abbondanti, sdraiandosi o compiendo movimenti come il piegarsi a raccogliere un oggetto da terra. Spesso questi sintomi vengono classificati genericamente come gastrite. Molti di loro, in realtà, soffrono di ernia iatale o di reflusso gastro-esofageo. Nello specifico i sintomi del reflusso gastroesofageo:

    • Bruciore o dolore nella parte centrale del torace, con sintomi simili a quelli di un attacco cardiaco. Il dolore spesso è irradiato posteriormente a livello della colonna vertebrale e può essere anche molto violento, estendendosi fino a collo o bocca
    • Rigurgiti acidi o amari, in particolare in posizione sdraiata
    • Difficoltà digestive, soprattutto di cibi grassi e cioccolato ad esempio
    • Bruciore dopo l’assunzione di alcuni alimenti, come agrumi e pomodori ad esempio
    • Senso di gonfiore addominale
    • Disfagia, ovvero difficoltà ad inghiottire
    • Comparsa di disturbi extradigestivi quali: tosse stizzosa, in particolare durante la notte; faringodinia (mal di gola cronico); alterazione del timbro della voce; laringiti o sinusiti croniche; asma bronchiale; episodi ricorrenti di polmonite o infezione delle vie aeree; alitosi; afte o ulcere orali.

    Reflusso gastroesofageo nel bambino

    I sintomi:

    Nel lattante il reflusso può anche manifestarsi con pianto difficilmente consolabile, rifiuto del cibo e tendenza ad inarcare la schiena. In questa fascia di età questi sintomi (rigurgito e vomito), se non interferiscono con la crescita e non si associano ad altri segnali, sono normali e generalmente non necessitano né di terapie né di approfondimenti diagnostici. Tali forme si risolvono spontaneamente con la crescita e nel 90% dei casi regrediscono completamente entro il primo anno.
    Nei bambini affetti da eczema e problematiche respiratorie ricorrenti, va considerata ed esclusa l’eventuale concomitanza di allergia alle proteine del latte quale causa del reflusso.
    Nel bambino più grande (oltre l’anno di vita) il reflusso può manifestarsi con la sensazione di risalita di materiale alimentare, con percezione di sapore sgradevole di rigurgito e vomito alla bocca. Tale sintomo può associarsi anche al senso di fastidio e irritazione alla gola. Il bambino può inoltre avvertire bruciore allo stomaco, dolore nella regione retrosternale e al petto.
    Quando tali sintomi sono frequenti e si accompagnano a dolore, si configura la condizione di malattia da reflusso (MRGE), che è più frequente in particolari categorie rappresentate da bambini affetti da patologie neurologiche e da bambini in sovrappeso, nei quali la riduzione del peso può giovare alla malattia stessa.
    In alcuni casi la MRGE si può presentare con disturbi respiratori cronici (sintomi extraesofagei) che classicamente non rispondono alla terapia del broncopneumologo e dell’otorino, come la tosse cronica, l’asma e la laringite con episodi ricorrenti di laringospasmo. In tali casi è doveroso un approfondimento diagnostico che, in prima battuta, qualora non ci siano sintomi tipici (rigurgito e bruciore), è rappresentato dalla pH-impedenzometria esofagea.
    Si deve consultare lo specialista quando:

    • il rigurgito e il vomito diventano più frequenti con il passare dei mesi;
    • il vomito è a getto (per indicare la particolare forza con cui il materiale gastrico viene espulso e l’evenienza che arrivi anche a una distanza considerevole rispetto alla posizione del bambino);
    • il vomito è di colorito verde o di colore rosso o marrone scuro (indice della presenza di sangue);
    • il pianto e le condizioni generali del bambino peggiorano;
    • si verifica un progressivo rifiuto dell’alimentazione e/o riduzione della crescita;
    • il reflusso gastroesofageo persiste dopo l’anno di vita;
    • si riscontra difficoltà a deglutire con richiesta di acqua durante il pasto per facilitare il passaggio del cibo (disfagia).

    Ernia iatale

    La patologia:

    Il reflusso gastroesofageo è molto frequente nei bambini molto piccoli. Viene generalmente riferito come rigurgito (fuoriuscita dal lato della bocca di piccole quantità di latte dopo la poppata). Talvolta il rigurgito può essere più abbondante e manifestarsi come vero e proprio vomito (espulsione della poppata a distanza dalla bocca) con l’eliminazione di buona parte della poppata.

    La patologia:

    L’ernia iatale compare quando l’apertura che permette il passaggio dell’esofago (iato esofageo) si allarga e lo stomaco può progressivamente spostarsi in torace, anche a causa dell’allentamento dei legamenti che lo fissano alle pareti della cavità addominale. E’ piuttosto comune e generalmente di piccola entità, ma in alcuni casi a spostarsi in torace può essere lo stomaco intero, la milza e il colon.
    L’ernia iatale si verifica quando, ad una condizione di debolezza costituzionale della muscolatura diaframmatica o di lassità dei legamenti che fissano lo stomaco all’addome, si aggiunge l’aumento della pressione addominale, che può essere causato da una serie di condizioni, come stipsi, tosse cronica (pneumopatie croniche ostruttive), obesità, gravidanza.
    Condizioni che possono determinare lo scivolamento verso l’alto di una porzione di stomaco o dello stomaco intero che, a sua volta, trascina con sé la milza ed un tratto di colon.
    A seconda dello spostamento o meno della giunzione cardioesofagea (cardias), le ernie iatali si possono classificare in:

    • Ernia di “Tipo I” o “da scivolamento”: quando il cardias si sposta in alto, verso il mediastino.
    • Ernia di “Tipo II” o “paraesofagea”: quando una porzione dello stomaco, ma non il cardias, si sposta verso l’alto.
    • Ernia di “Tipo III e IV”: quando la migrazione dello stomaco in torace è spesso totale e accompagnata dallo spostamento di milza e di una porzione di colon.

    I sintomi:

    • Assenza di sintomi: il maggior numero delle ernie iatali di piccole dimensioni sono asintomatiche ed il reflusso gastroesofageo non è sempre associato ad un’ernia iatale ma è presente solo in alcuni pazienti.
    • Disturbi da compressione sugli organi intratoracici (cuore e polmone): quando l’ernia inizia ad essere di maggiori dimensioni.
    • Disturbi del ritmo cardiaco, difficoltà respiratorie fino al vero e proprio soffocamento dopo un pasto abbondante: nelle ernie di maggiori dimensioni.
    • Volvolo gastrico: si può verificare più raramente. Si tratta della torsione dello stomaco contenuto nel torace che, ricevendo un ridotto apporto di sangue, versa in uno stato di sofferenza acuta. In alcuni casi si può giungere anche alla necrosi gastrica, secondaria alla torsione, che richiede l’asportazione di tutto lo stomaco e la ricostruzione impiegando un’ansa digiunale.

    Acalasia nell'adulto

    La patologia:

    L’acalasia esofagea o megaesofago è un disordine motorio dello sfintere esofageo inferiore (LES o Cardias), cioè della valvola (che si trova tra esofago e stomaco), che impedisce al contenuto gastrico di raggiungere lo stomaco.
    Mentre normalmente, durante la deglutizione, lo sfintere si rilascia, consentendo la progressione del bolo alimentare nello stomaco, nell’acalasia, questo sfintere, che ha la forma di un anello, non è in grado di rilasciarsi. Non potendo svuotarsi, l’esofago a monte si dilata, da qui il nome di megaesofago.
    Le cause:

    • Non sono ben note. Si suppone che alla base vi sia un meccanismo autoimmunitario.
    • La degenerazione dell’innervazione della muscolatura che forma la “valvola”, comporta:
    • progressiva difficoltà nel passaggio del cibo (disfagia) – che può essere più accentuata per i liquidi piuttosto che per i solidi – che aumenta rapidamente fino ad impedire al paziente di alimentarsi;
    • dilatazione della porzione di esofago a monte, di conseguenza il cibo ristagna e va incontro a fermentazione.

    Le conseguenze:

    • L’acalasia, se non trattata, determina una progressiva dilatazione dell’esofago, con conseguente rischio di aspirazione nelle vie aeree, perdita di peso e malnutrizione.
    • Il paziente, con il progredire della malattia, andrà incontro ad un grave dimagramento, alterazioni degli elettroliti ed a tutti i sintomi di un grave quadro di denutrizione, che nei casi non trattati può portare alla morte.

    I sintomi:

    • Rigurgiti, soprattutto notturni. Il contenuto esofageo rigurgitato può essere aspirato dalle vie respiratorie e causare gravi episodi di infezione polmonare (polmonite ab ingestis).
    • Alitosi (alito cattivo) e bruciore retrosternale.

    Acalasia nell'adulto

    La patologia:

    Meno del 5% dei bambini affetti da acalasia manifesta sintomi prima dei 15 anni di età.
    L’acalasia, se non trattata, determina una progressiva dilatazione dell’esofago, con conseguente rischio di aspirazione nelle vie aeree, perdita di peso e malnutrizione. Il progredire della malattia causerà un grave dimagramento, alterazioni degli elettroliti e tutti i sintomi di un grave quadro di denutrizione che, nei casi non trattati, può portare alla morte.

    I sintomi:

    Lo sviluppo dei sintomi è spesso graduale.
    I più comuni sono:

    • sintomi respiratori: polmoniti ricorrenti e tosse notturna;
    • vomito;
    • progressiva difficoltà a deglutire: spesso i bambini facilitano il passaggio del cibo bevendo molto mentre mangiano o svolgendo manovre, come raddrizzare la schiena, alzare le braccia sopra la testa, stare in piedi o saltare;
    • perdita di peso;
    • difetto di accrescimento;
    • reflusso gastroesofageo: i neonati ed i bambini più piccoli tendono a manifestare avversione per il cibo, crescita insufficiente o reflusso gastroesofageo;
    • disfagia (difficoltà a deglutire), rigurgito e dolore retrosternale (soprattutto nei bambini più grandi).
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