Le soluzioni - Salvator Mundi International Hospital
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    Visita neuroftalmologica

    La prima visita neuroftalmologica è una prestazione complessa che dura in media 45 minuti e si compone di quattro parti.

    • Anamnesi generale e specialistica: è questa spesso la parte più delicata e prolungata della visita, fondamentale per un accurato inquadramento diagnostico del caso. Particolare attenzione viene dedicata alla storia medica del paziente, alle modalità di esordio del disturbo visivo, ai sintomi associati, alle terapie e agli esami diagnostici eventualmente già effettuati e disponibili in visione
    • Esame obiettivo oftalmologico con fondo oculare in midriasi
    • Esame obiettivo neurologico
    • Esami diagnostici: nella maggioranza dei casi, e in particolare per patologie del sistema visivo afferente, l’esame obiettivo neuroftalmologico si completa con l’esame del campo visivo e l’OCT retina/nervo ottico.

    Al termine di queste prime fasi il neuroftalmologo potrà direttamente formulare una diagnosi e stabilire l’intervento terapeutico opportuno, oppure richiedere ulteriori accertamenti diagnostici e/o consulenze specialistiche necessari per un migliore inquadramento del caso. Con elevata frequenza verranno programmati accertamenti neuroradiologici (TC, RM, angioRM) e/o esami ematochimici.
    Nel caso siano richiesti accertamenti ulteriori e/o visite specialistiche verrà garantita al paziente la possibilità di portare in visione gli esiti dei vari esami a brevissimo giro, così da poter giungere a una diagnosi definitiva nel più breve tempo possibile.
    Il neuroftalmologo stabilirà, infine, necessità e tempi per gli eventuali successivi controlli. Le visite neuroftamologiche vengono prenotate in genere entro i 15 giorni successivi. In caso di urgenza la prestazione viene garantita nel tempo massimo di 48 ore.

    Esame Campo Visivo

    L’esame CV consiste nella misurazione della visione dello spazio che circonda l’occhio ed è una parte fondamentale dell’esame neuroftalmologico in quanto consente di valutare sia la sensibilità visiva centrale che quella periferica. Viene utilizzato nello studio delle patologie della retina, del nervo e del sistema nervoso centrale.
    E’ condotto con strumenti computerizzati che proiettano luci di dimensioni ed intensità variabili le quali consentono di misurare in modo preciso la sensibilità punto per punto. La ripetizione dell’esame nel tempo permette un accurato monitoraggio dell’evoluzione delle diverse patologie. L’esame, non invasivo, prevede che il paziente fissi lo sguardo (un occhio alla volta) su un obiettivo centrale, premendo un pulsante per ciascuno stimolo luminoso rilevato, nello spazio davanti a sè.
    Poichè è richiesta una notevole concentrazione e attenzione, in alcuni casi non è possibile effettuare la campimetria computerizzata ma si deve ricorrere a metodiche più semplici seppure meno informative.

    Esame OCT

    La tomografia a coerenza ottica è una tecnica di diagnosi per immagini che utilizza raggi di luce coerente, permettendo l’analisi delle strutture retiniche mediante sezioni tomografiche verticali ad alta risoluzione. I raggi luminosi dopo aver attraversato gli strati retinici vengono riflessi verso uno spettrometro che li scompone in armoniche. Tali armoniche vengono studiate da uno specifico software che ricostruisce gli strati retinici con altissima precisione (risoluzione di 3 micron) e in pochi centesimi di secondo.
    Gli OCT di nuova generazione, detti Spectral Domain, hanno un’altissima definizione e rapidità di esecuzione e sono estremamente utili per lo studio delle diverse patologie della retina e del nervo ottico. Permettendo di studiare e monitorare in modo molto preciso tutte le alterazioni del nervo ottico, sia nel caso di atrofia che di edema della papilla ottica, rappresentano uno strumento di fondamentale importanza in neuroftalmologia.
    L’esame non è invasivo, non necessita di dilatazione della pupilla e ha modalità di esecuzione simili a quelle di un esame ecografico: il paziente deve semplicemente guardare dentro l’obiettivo di una telecamera mentre l’esaminatore acquisisce le immagini, il tutto in pochi minuti e senza abbagliamento. Poiché si utilizza un raggio luminoso si evita anche il contatto con il bulbo. L’esame può essere ripetuto molte volte nel tempo e senza alcun rischio.

    Le patologie

    • Malformazioni congenite e drusen papillari
    • Neurite ottica
    • Neuropatia ottica ischemica
      Neuropatia ottica compressiva
    • Neuropatia ottica ereditaria/mitocondriale
    • Neuropatia ottica traumatica
    • Papilledema e pseudotumor cerebri
    • Patologie retina neurosensoriale
    • Patologia chiasma e tumori ipofisari
    • Patologia vie ottiche retrochiasmatiche
    • Disturbi centrali motilità oculare e nistagmo
    • Paralisi nervi cranici
    • Miastenia
    • Orbitopatia tiroidea e altre patologie dell’orbita
    • Anisocoria
    • Emicrania
    • Amaurosi fugax
    • Ptosi
    • Blefarospasmo ed emispasmo faciale
    • Sclerosi multipla
    • M. Parkinson
    • M. Alzheimer

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