Domande frequenti - Salvator Mundi International Hospital
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    A chi si rivolge il centro per la diagnosi prenatale da lei coordinato?

    Ci rivolgiamo alle coppie, alle donne in attesa che vogliono affrontare serenamente la gravidanza, usufruendo delle migliori tecniche di indagine prenatale. Un percorso clinico-diagnostico che può aiutare a ridurre l’ansia rispetto alle possibilità di esiti avversi in gravidanza nelle coppie a rischio di patologie congenite e, in generale, a tutte le donne che hanno superato i 35 anni di età o con problematiche precedenti nella riproduzione (poliabortività, morte in utero, sofferenza fetale alla nascita). La consulenza è estesa alla coppia, perché l’obiettivo della medicina perinatale è fornire un quadro completo della situazione, attraverso l’indagine del DNA, e predire gli eventuali rischi per le generazioni future. Senza dimenticare che le nostre pazienti si trovano spesso a vivere momenti difficili a cui noi medici dobbiamo fare fronte, garantendo a tutti un supporto anche di tipo psicologico.
    Le coppie possono usufruire dei servizi diagnostici e di consulenza per indagare su specifiche patologie e affrontare con la massima serenità il periodo di gestazione.

    Quali sono i servizi che offrite alle coppie e quale approccio caratterizza la presa in carico delle pazienti?

    Al primo appuntamento la coppia, o la paziente, riceverà una consulenza in cui dall’anamnesi ostetrica e dall’albero genealogico si dedurranno le varie fasi di interventi perinatali che potranno poi essere effettuati durante le diverse fasi della gravidanza. In questo modo sarà organizzato un calendario di visite per i mesi successivi.

    Perché è importante effettuare la diagnosi prenatale?

    Gli stili di vita, l’innalzamento dell’età della donna nella prima gravidanza, oltre a molti altri fattori congeniti, condizionano l’esito delle gravidanze. Non bisogna pensare alla diagnosi prenatale solo in un’ottica negativa: oggi la medicina perinatale ha cambiato radicalmente la propria prospettiva. Se in passato era finalizzata all’individuazione di situazioni di rischio, con conseguente interruzione delle gravidanze, oggi, l’obiettivo è diverso. La diagnosi è finalizzata all’individuazione di cure possibili in situazioni problematiche. Sempre più diagnosi possono portare a terapie intrauterine e, dunque, possono facilitare la nascita attraverso un intervento mirato alla problematiche che si è individuata. In caso di quadro patologico, nascono sempre più neonati trattati e con prognosi, dunque, più favorevole e una migliore prospettiva di vita.

    Ricordo sempre alle mie pazienti che il parto è un momento, la gravidanza dura nove mesi. E, dunque, un approccio corretto alla gravidanza può aiutare ad avere un parto sereno. Non si deve aspettare la nascita per individuare eventuali problemi che poi possono risultare più complicati da affrontare.

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