Idrocele e cisti del funicolo - Salvator Mundi International Hospital
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    Idrocele e cisti del funicolo: la patologia

    L’idrocele, come l’ernia, è molto comune nell’età infantile. Entrambe hanno un’origine in comune, essendo determinate dalla persistenza del dotto peritoneo vaginale. Questa struttura è un’estroflessione del peritoneo che ricopre l’interno della cavità addominale, che accompagna, nel maschio, il testicolo nella sua discesa verso lo scroto e, nella femmina, il legamento rotondo dell’utero verso le grandi labbra.
    Tale struttura va abitualmente incontro a scomparsa per obliterazione nel corso dei primi mesi di vita.
    La mancata chiusura del dotto è causa di ernia, idrocele o, come vedremo più avanti, di cisti del funicolo.
    Se il dotto è di minuscole dimensioni si avrà il passaggio del solo liquido peritoneale verso la borsa scrotale dove è situato il testicolo determinando la comparsa dell’idrocele comunicante. In tale condizione l’entità della raccolta liquida può modificarsi nel corso della giornata determinando, quindi, la variazione del volume dell’emiscroto corrispondente. Il passaggio del liquido può cessare del tutto, determinando la normalizzazione del volume scrotale, per poi ricomparire a distanza di giorni o mesi. Qualora solo la porzione più distale del dotto sia andata incontro a chiusura, la raccolta liquida sarà limitata alla prima porzione del dotto p.v. Si realizza in tal modo l’idrocele del funicolo (comunemente detta “cisti del funicolo”). Nel caso in cui le dimensioni del dotto siano tali da consentire il passaggio anche di strutture più grandi, come un’ansa intestinale, compare l’ernia inguinale.
    L’idrocele è asintomatico e non nuoce in alcun modo al bambino e non è causa di infertilità poiché non va confuso con il varicocele.

    Idrocele e cisti del funicolo: la causa

    Sono determinate dalla persistenza del dotto peritoneo vaginale.

    Idrocele e cisti del funicolo: come si manifesta

    Rispetto a quanto detto, i genitori restano spesso allarmati dal colorito bluastro che l’emiscroto assume in presenza di idrocele. Tale fenomeno è legato ad un effetto “lente di ingrandimento” che la raccolta liquida esplica nei confronti dei vasi sanguigni cui il dotto peritoneo vaginale, è intimamente adeso.

    Idrocele e cisti del funicolo: la cura

    Non esiste alcuna urgenza di operare un bambino con idrocele anche se molto voluminoso.
    Sia il classico idrocele che la cisti del funicolo rappresentano condizioni innocue che possono essere trattate chirurgicamente dopo i tre anni di vita, età dopo la quale una chiusura spontanea del dotto peritoneo vaginale diviene molto improbabile.
    L’intervento, di norma, viene eseguito in anestesia generale e in day surgery.
    La procedura viene realizzata mediante un’incisione nella piega inguinale cui segue l’identificazione del dotto peritoneo-vaginale che viene isolato, legato e sezionato alla base. La chiusura del dotto impedisce, in modo definitivo, il passaggio del liquido addominale nello scroto. Al termine non saranno necessarie né medicazioni né rimozioni di punti in quanto la sutura si effettua al disotto dell’epidermide rimanendo così “invisibile”. L’intervento non comporta la necessità di degenza a letto né dolori o limitazioni della normale attività motoria.

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