Il tuo problema - Salvator Mundi International Hospital
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    Traumatologia dello Scheletro

    I traumi dello scheletro comprendono tutte le lesioni dell’apparato scheletrico e quindi delle articolazioni, dei legamenti e dei tendini della mano. Tali traumi vengono distinti in distorsioni, lussazioni e fratture. Per distorsione s’intendono le lesioni a carico delle strutture capsulo-legamentose delle articolazioni della dita e del polso causate da un traumi indiretti. Il trauma si verifica quando il polso o le ossa delle dita subiscono una torsione improvvisa cui segue una parziale e temporanea alterazione dei rapporti articolari e lo stiramento con o senza lacerazione dell’apparato capsulo-legamentoso.

    Il soggetto con distorsione avverte un dolore forte e continuo, che peggiora cercando di muovere la parte interessata. Il trauma da distorsione comporta spesso la totale limitazione funzionale, ovvero l’impossibilità di muovere la mano. Le terapie delle distorsioni mirano in primis a una riduzione del dolore e dell’infiammazione e quindi al riassorbimento dell’eventuale edema. Nel caso delle distorsioni gravi – come quelli in cui si riscontra l’avulsione del legamento dall’inserzione ossea – si ricorre all’intervento di tipo chirurgico. Il primo intervento da effettuare è l’applicazione di ghiaccio e il sollevamento dell’articolazione interessata. Successivamente si ricorre a un bendaggio elastico per ridurre la tumefazione. Molto utili sono i tutori che consentono di mantenere l’articolazione in asse.

    La lussazione o slogatura è un trauma che determina la perdita dei rapporti tra i capi articolari e quindi lo slittamento, sul piano cartilagineo, delle due estremità ossee. Tale alterazione dell’articolazione è consentita dalla rottura, parziale o completa, della capsula e dei legamenti che stabilizzano le dita e i polsi. Le lussazioni talvolta, possono associarsi a lesioni della cartilagine articolare, dei vasi, delle ossa, della cute e dei nervi, complicando e aggravando il quadro generale dell’infortunio. Le lussazioni piu’ serie sono definite “complete”, e si differenziano da quelle “incomplete” per la netta separazione che il trauma determina tra le due superfici articolari. In entrambi i casi è tuttavia necessario l’intervento esterno per ricollocare nella giusta posizione l’articolazione.

    Dopo una lussazione è necessario intervenire entro 24, massimo 48 ore. Ulteriori ritardi nell’intervento possono causare fenomeni cicatriziali che renderebbero inefficace il riposizionamento manuale dell’articolazione, e costringendo il medico a intervenire chirurgicamente. Terminata la fase di immobilizzazione segue il trattamento riabilitativo mirato al rinforzamento dei muscoli e al riacquisto della mobilità articolare. Per fattura s’intende la rottura parziale o completa delle ossa della mano o delle dita. Le fratture possono verificarsi a causa di traumi diretti (caduta accidentale) o indiretto (distorsioni gravi).

    Traumatologia delle parti molli

    Il trauma delle parti molli della mano è caratterizzato dalla lesione della cute, dei nervi, dei tendini e/o dei muscoli. Tali lesioni si presentano sotto forma di lacerazione, strappo, ustione o schiacciamento.

    La gravità dei danni dei tessuti della mano variano in relazione a fattori meccanici e biologici. Esistono quindi condizioni di rischio che precedono il trauma, e che sono strettamente legate alle condizioni generali e locali del paziente che possono facilitare l’insorgenza di complicanze vascolari, neurologiche e settiche dei tessuti molli e anche di consolidazione delle fratture.

    Artrite reumatoide del Braccio

    Morbo di Dupuytren

    Il morbo di Dupuytren determina l’ispessimento patologico dell’aponeurosi palmare, struttura fibrosa situata nel palmo della mano, poco sotto la pelle. La patologia comporta una graduale contrattura palmare e delle dita, impedendo le normali funzioni della mano. Il morbo ha cause ignote, è ereditaria, e colpisce prevalentemente gli uomini. E’ riscontrata una correlazione con l’abuso di sostanze alcoliche, diabete e la vecchiaia. Il sintomo maggiormente evidente è il senso di contrattura sul palmo della mano e nelle dita, che si accompagna all’insorgenza di noduli quasi sempre indolori.

    I noduli, col tempo, determinano la formazione di un cordone duro e retraente inficiando la normale funzionalità della mano. L’ultimo stadio della malattia è rappresentato dalla retrazione delle dita, che a causa del cordone di noduli iniziano a incurvarsi verso l’interno della mano e a perdere capacità estensiva.

    Il morbo di Dupuytren è curato prevalentemente in chirurgia, e attraverso l’applicazione di splint, tutori e tecniche di fisioterapia. Le tecniche chirurgiche prevedono prioritariamente l’asportazione della aponeurosi coinvolta dalla malattia e nella liberazione delle dita dal cordone retraente. Spesso si rende necessaria una ricostruzione plastica della pelle, che – nelle zone particolarmente colpite dalla patologia – tende ad assottigliarsi tanto da provocare dolore e impossibilità di movimento. In alcuni casi si esegue la sezione del cordone usando aghi che permettono di non incidere la pelle e di evitare cicatrici e inestetismi. L’intervento è eseguito in anestesia locale, in regime di day-surgery.

    Patologie dei nervi periferici

    Tumori della mano

    Tenosinoviti

    Trattamento chirurgico delle artrosi

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