Un nuovo approccio per la gestione del dolore post operatorio grazie alla somministrazione di compresse sublinguali - Salvator Mundi International Hospital
    • 25 LUG 17
    Un nuovo approccio per la gestione del dolore post operatorio grazie alla somministrazione di compresse sublinguali

    Un nuovo approccio per la gestione del dolore post operatorio grazie alla somministrazione di compresse sublinguali

    Il Salvator Mundi International Hospital è stato il primo ospedale nel Lazio, ed in Italia, ad aver utilizzato un nuovo sistema “intelligente” per il trattamento del dolore post-operatorio nei pazienti adulti.
    Si tratta del primo trattamento sublinguale che, grazie ad un efficace ed innovativo dispositivo di facile utilizzo, consente al paziente di autogestire direttamente il proprio dolore, assumendo una compressa di analgesico sotto la lingua.

    Quale la novità, dunque, ed i vantaggi di questo trattamento? Gli elementi di innovazione sono costituiti dalla nuova via di somministrazione, quella sublinguale, e dal dispositivo di auto-somministrazione, che permette al paziente ricoverato di gestire autonomamente il proprio dolore, sulla base della propria percezione del dolore stesso, sempre naturalmente nel pieno rispetto della terapia indicata dal personale medico.

    La differenza rispetto alla tradizionale somministrazione endovenosa? Il nuovo trattamento sublinguale del dolore post-operatorio, oltre a consentire una più rapida e semplice mobilizzazione del paziente, permette un effetto antalgico sicuro e costante, ad azione rapida, simile ad un’applicazione per via endovenosa ma priva dei rischi di complicanze che quest’ultima invece può comportare (tromboflebiti, ematomi e infezioni).

    Una somministrazione programmata e più agevole per il paziente. Le compresse sublinguali sono erogate attraverso un dispositivo di somministrazione facile da usare, pre-programmato e non invasivo. Una volta che il sistema è stato configurato, il paziente può auto-somministrarsi fino a 72 ore successive la compressa sublinguale, regolando il dosaggio in base alle specifiche esigenze analgesiche. Il sistema pre-programmato, inoltre, verificando che ogni singola erogazione avvenga in modo corretto, riduce il rischio di sovradosaggio e gli errori di somministrazione.

    Dott.ssa Simona Servetti, Coordinatrice anestesisti e Responsabile operativa dell’Unità di Medicina di Emergenza e di Anestesiologia del Salvator Mundi International Hospital (SMIH).

    L'intervista
    alla dott.ssa Simona Servetti

      •  Da quanto tempo stiamo utilizzando regolarmente questo nuovo sistema in SMIH?

      Abbiamo introdotto questa innovativa metodologia per il trattamento del dolore post operatorio da tre mesi, a partire dallo scorso mese di maggio.

      • Quanti pazienti hanno avuto modo di ricorrere a tale trattamento?

      Finora sono stati circa 35 i pazienti che hanno avuto modo di gestire autonomamente il loro dolore post operatorio.

      • A quale tipo di interventi chirurgici erano stati sottoposti i pazienti in questione?

      I pazienti che in questi tre mesi hanno utilizzato il nuovo dispositivo erano stati sottoposti principalmente ad interventi di ortopedia, come protesi di femore e ginocchio; ma anche ad interventi di neurochirurgia, come nel caso delle stabilizzazioni di colonna, e di chirurgia generale, ad esempio per la resezione del colon.

      • Qual è il giudizio dato dai pazienti operati che l’hanno utilizzato?

      Hanno espresso tutti un’altissima soddisfazione, affermando di non aver sentito dolore nel post operatorio e di aver riposato bene durante le notti, anche in quella immediatamente successiva all’intervento.

      C’è da dire, inoltre, che nei pazienti geriatrici non sono stati riscontrati effetti avversi, tipici invece della morfina, quali la depressione respiratoria e la costipazione.

      • Lei, dottoressa Servetti, cosa ne pensa?

      E’ una metodologia di trattamento innovativa, molto valida ed efficace. Questa formulazione di Sufentanil, infatti, ha un elevato profilo di sicurezza e un rapido assorbimento, tanto che in 6 minuti il paziente non ha più dolore. In più, non avendo bisogno di cavi, consente al paziente di essere libero, contribuendo così ad una mobilizzazione precoce. Fornendo, inoltre, un’adeguata analgesia rende possibile la fisioterapia, nel caso sia necessaria, nell’immediato post operatorio.
      E abbiamo notato che diminuisce anche l’ansia perioperatoria del paziente riguardo l’adeguata gestione del dolore, in quanto il paziente stesso si sente padrone della sua terapia analgesica.

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