Tumore allo stomaco per la prima volta asportato in endoscopia: innovativa gastrectomia all’ISMETT - Salvator Mundi International Hospital
    • 19 OTT 17
    Tumore allo stomaco per la prima volta asportato in endoscopia: innovativa gastrectomia all’ISMETT

    Tumore allo stomaco per la prima volta asportato in endoscopia: innovativa gastrectomia all’ISMETT

    Per la prima volta al mondo un tumore sottomucoso allo stomaco è stato asportato completamente per via endoscopica, così come per via endoscopica è stata effettuata la sutura. L’innovativo intervento è stato eseguito all’IRCCS ISMETT di Palermo (nato dalla partnership internazionale fra la Regione Siciliana, attraverso l’ARNAS Civico di Palermo, e l’UPMC ),  dove i chirurghi, Antonino Granata e Mario Traina, hanno asportato la neoformazione ad una 51enne. La donna, grazie a procedure e strumentazioni di nuovissima generazione, è stata in grado di muoversi subito dopo il risveglio dall’anestesia, di rialimentarsi già dopo 48 ore dall’intervento ed ha potuto lasciare l’ospedale dopo appena tre giorni.
    Tutto dunque senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, senza fastidiosi tagli nella parete addominale e senza dolorosi tubi di drenaggio, con riduzione dei tempi di degenza e del dolore post-operatorio.
    Sono state utilizzate solo procedure endoscopiche, sia nella fase resettiva della gastrectomia cuneiforme – di rimozione della neoformazione e della parete gastrica adiacente, grazie ad un elettrobisturi endoscopico miniaturizzato – sia nella fase di sutura, ancora più innovativa, che ha consentito la chiusura della parete gastrica (suturando la perforazione allo stomaco effettuata nella fase resettiva). E’ la prima volta che viene effettuata una sutura per via endoscopica e ciò è stato possibile all’ISMETT di Palermo grazie ad uno strumento di nuova generazione. Solo in Cina si sono registrati interventi analoghi ma con tecniche di sutura obsolete.
    Oggi, l’innovazione che sta portando con sé il crescente impiego delle procedure endoscopiche mini-invasive nel trattamento di tipologie diverse di patologie, è realtà. L’ISMETT lo dimostra.

    Ne hanno parlato anche Il Messaggero e La Sicilia.

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