La prevenzione in primo piano: l’attuazione del protocollo B-BS in Salvator Mundi - Salvator Mundi International Hospital
    • 23 GIU 17
    La prevenzione in primo piano: <br> l’attuazione del protocollo B-BS in Salvator Mundi

    La prevenzione in primo piano:
    l’attuazione del protocollo B-BS in Salvator Mundi

    “In sanità prevenzione è comportamento”. E’ il must che il Salvator Mundi International Hospital (SMIH) ha da tempo scelto di seguire e mettere nero su bianco seguendo un vero e proprio protocollo scientifico. Stiamo parlando di B-BS (Behavior-Based Safety) ovvero della messa in atto di comportamenti corretti per la gestione della sicurezza e del rischio clinico in ambito sanitario.

    L’importante confronto sul tema è avvenuto in occasione dell’11° Congresso Europeo di B-BS che si è svolto il 14 giugno presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, organizzato da AARBA, la società scientifica della B-BS in Europa, presieduta da Fabio Tosolin. 

    Comportamenti a garanzia di sicurezza.

    La B-BS, dunque, nel settore sanitario, per la salute di medici, operatori e pazienti. La scienza, in medicina, al servizio dei comportamenti di igiene e sicurezza.

    Le persone fanno la differenza.

    SMIH ha partecipato al simposio dedicato alla sanità portando il proprio esempio di attuazione della B-BS.

    “L’obiettivo – ha sottolineato il presidente del Salvator Mundi ing. Michele Casciani – è migliorare la prevenzione in sanità. Ridurre gli errori, gli infortuni e le malattie professionali e migliorare la sicurezza clinica. Fondamentale è individuare l’eventuale errore rispetto allo schema progettuale per la sicurezza ed imparare a gestirlo, applicando la metodologia scientifica B-BS e mettendo in primo piano le risorse umane ed i loro comportamenti”. A mettere in evidenza l’importanza di elevati e crescenti standard di qualità assistenziale, oltre che del ruolo di tali protocolli scientifici anche come supporto per il legislatore, è intervenuto inoltre il direttore generale dell’AIOP Lazio, dott. Mauro Casanatta, menzionando la legge 24 del 2017 in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.

    L’esperienza del Salvator Mundi International Hospital. Lavorare in sicurezza è uno degli obiettivi primari per SMIH dove l’introduzione della metodologia B-BS ha consentito di consolidare un percorso di implementazione e crescita della cultura della sicurezza. Ad illustrare tutto ciò, sempre nell’ambito del congresso, è stata la dott.ssa Daniela Angeloni, che lavora in SMIH dal 2012, dapprima come infermiera coordinatrice del dipartimento chirurgico, poi come direzione infermieristica ed attualmente come direzione operativa risorse. “Un percorso – illustra Angeloni – che punta all’allontanamento dell’errore in sanità, sia durante l’ospedalizzazione che nel percorso diagnostico e terapeutico, grazie all’attuazione di piani d’azione, buone pratiche cliniche, modelli organizzativi e nuove tecnologie ma soprattutto al lavoro di buona qualità. Perché la differenza nelle cure la fanno le risorse umane ed il loro senso di responsabilità. L’errore è l’evento avverso più temuto e gestirlo in modo corretto è fondamentale, per questo va necessariamente analizzato. Strumento valido al fine di evitare l’errore e agire sulle risorse è la Behavior based analysis o B-BS con cui possiamo analizzare i comportamenti e migliorarli”.

    Ma come è stata introdotta la B-BS in SMIH?

    “Siamo partiti da una prima fase di assessment o valutazione – come descrive la dott.ssa Angeloni – in cui abbiamo presentato il protocollo a tutti i lavoratori, ad ogni livello insieme ad un programma di formazione dedicata; siamo poi passati ad analizzare le procedure interne ed i dati di tutti gli infortuni avvenuti nel periodo 2013-2015, la loro qualità e tipologia; abbiamo somministrato questionari ai dipendenti circa la sicurezza percepita e riportato le osservazioni raccolte in riunioni con i vari reparti e servizi.

    I partecipanti alla B-BS hanno delle funzioni ben precise e sono perciò organizzati in gruppi: gruppo direttivo con funzione di supervisione; gruppo di progetto, composto da direzione sanitaria, direzione operativa risorse, coordinatori di reparti e servizi e RSPP, con funzione di coordinamento e controllo dell’attività di B-BS; un gruppo di attuazione, formato dai coordinatori dei servizi e dei reparti ed infine un gruppo di osservazione del quale fanno parte gli osservatori creati all’interno dei gruppi omogenei di tutti i lavoratori delle professioni sanitarie. In questo modo si valutano gli infortuni, elaborano check list di osservazione, che misurano comportamenti safety and unsafety.

    Nella seconda fase di attuazione del percorso si è passati all’implementazione del protocollo nei tre piani di degenza principali (degenza, day hospital, chirurgia), blocco operatorio, diagnostica per immagini; viene introdotta la figura del safety leader che supervisiona il processo e calendarizza le riunioni.

    Il progetto è stato implementato nel maggio 2016. In un anno abbiamo compilato 63mila check list. Dall’analisi dei dati è emerso che, da maggio 2016 ad aprile 2017, l’utilizzo dei DPI (Dispositivi di protezione individuale) nei reparti di degenza è aumentato passando dal 45% all’89%.

    Il comportamento viene misurato, vengono analizzate le cause, non si parla di colpe ma di cause – puntualizza – perché si eroga un rinforzo positivo del comportamento sicuro e non una punizione del comportamento a rischio. Il feedback deve essere puntuale, dedicato e sempre erogato. Eventualmente anche creando un sistema premiante. Tra i prossimi obiettivi – conclude Angeloni – c’è anche quello di utilizzare la B-BS per ridurre lo spreco di farmaci e presidi. Per migliorare ed ottimizzare ogni giorno di più, per i pazienti e per gli operatori stessi”.

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